Transizione 5.0: Incentivi Esauriti, Risorse e Fondi Terminati, Cosa Fare Ora?

Il piano Transizione 5.0 è giunto prematuramente al capolinea. Con l’improvviso e inaspettato taglio ai fondi assegnati e il contestuale esaurimento delle risorse e dei fondi, lo sportello accetterà solo “prenotazioni” per future risorse che dovessero rendersi disponibili senza alcuna certezza per le imprese.

Qui di seguito trovate alcuni consigli strategici e un’analisi approfondita della situazione attuale, con indicazioni operative per affrontare al meglio questo inaspettato cambiamento.

Cosa è Accaduto? (Il Decreto MIMIT)

Data di chiusura e impatto

Lo sportello per la presentazione delle domande relative al piano Transizione 5.0 è stato ufficialmente chiuso il 7 novembre 2025. Questo ha segnato una brusca e inaspettata interruzione per molte imprese che contavano su questi incentivi per finanziare i loro progetti di transizione digitale e innovazione tecnologica, impattando negativamente l’adozione del piano Transizione 5.0.

Numeri chiave e assorbimento dei fondi

Il piano Transizione 5.0 ha visto l’assorbimento di circa 2,5 miliardi di euro di risorse sui 6,3 miliardi previsti inizialmente, ma la rimodulazione delle risorse in corso di discussione a livello europeo ha ridotto notevolmente il budget previsto tanto che le risorse sono risultate già tutte utilizzate.
A transizione 5.0 si è infatti definito di assegnare 2,5 miliardi di euro e utilizzare i rimanenti per finanziare altri interventi.
L’esaurimento delle risorse di Transizione 5.0 così repentino e inaspettato rappresenta evidentemente un grosso problema per tutta l’imprenditoria italiana.

Riferimenti al Decreto Direttoriale MIMIT

La chiusura dello sportello e l’esaurimento delle risorse sono stati formalizzati attraverso un Decreto Direttoriale del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Questo decreto fornisce i dettagli specifici sull’interruzione del piano transizione 5.0 e le relative implicazioni per le imprese che avevano pianificato di usufruire degli incentivi e del credito d’imposta.

Art. 1 (Esaurimento delle risorse)
1. Per quanto espresso in premessa, alle imprese che, a partire dalla data di pubblicazione del presente decreto presentano comunicazioni di prenotazione del credito di imposta, è inviata una ricevuta di indisponibilità delle risorse ai sensi del comma 3 dell’articolo 12 del decreto del 24 luglio 2024.

2. Le comunicazioni di prenotazione, ferma restando la verifica del corretto caricamento dei dati e della completezza dei documenti e delle informazioni rese, si intendono in ogni caso trasmesse.

3. Nel caso di nuova disponibilità di risorse, il GSE ne dà comunicazione all’impresa secondo l’ordine cronologico di trasmissione.

Posso Ancora Presentare Domanda?

Anche se le risorse sono dichiarate esaurite, lo sportello è aperto ed è possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2025. Tuttavia, è fondamentale comprendere che la presentazione della domanda non garantisce l’accesso ai fondi, dato l’esaurimento delle risorse residue e l’interruzione del credito d’imposta relativo alla misura Transizione 5.0.

Questo è quanto riporta il sito del GSE:

Si ricorda che le comunicazioni trasmesse entro il 31 dicembre rimarranno comunque efficaci e saranno gestite in base all’ordine cronologico di invio in caso di reperimento delle risorse.”

Procedura di presentazione e ricevuta

La procedura di presentazione rimane invariata. In particolare, le imprese devono:

  1. Seguire le indicazioni fornite dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
  2. Ottenere una ricevuta di avvenuta presentazione.

Le domande presentate d’ora in avanti saranno considerate in ordine cronologico e verranno prese in esame solo nel caso di nuova disponibilità finanziaria per i fondi Transizione 5.0.

Tempistiche per la risposta e rifinanziamento

Le tempistiche per ricevere una risposta definitiva sulla propria domanda sono incerte. Tutto dipenderà da un eventuale rifinanziamento del piano Transizione 5.0 oppure dalla liberazione di risorse per domande che non dovessero concludere positivamente l’iter approvativo rinunciando alla domanda presentata.

Senza nuove risorse, le domande presentate dopo il 7 novembre rimarranno in sospeso, in attesa di sviluppi futuri, precludendo il credito d’imposta.

Queste le dichiarazioni del Mnistro Urso:

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 07 nov – ‘C’e’ stata una significativa accelerata delle richieste da parte delle imprese per questo strumento molto innovativo di Transizione 5.0 e quindi abbiamo chiuso lo sportello consentendo pero’ alle imprese di presentare eventuali progetti che saranno messi in sequenza secondo la data di presentazione perche’ speriamo di poter finanziare anche questi ulteriori progetti con altre risorse che stiamo cercando di recuperare’. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’inaugurazione della Casa del Made in Italy a Bari.

Consigli Strategici Operativi

Se non hai ancora presentato domanda

Se non hai ancora presentato la domanda per il piano Transizione 5.0, è cruciale valutare attentamente le opzioni disponibili:

Procedere con la presentazione della domanda Transizione 5.0

E’ a mio avviso una delle prime opzioni da valutare. Occorre in questo caso procedere con la presentazione della domanda al più presto e comunque entro il 31 dicembre.

Il vantaggio è che si può in qualche misura sperare in un qualche rifinanziamento e ci si mette in “lista di attesa”. Lo svantaggio è che non vi è garanzia di accesso ai fondi Transizione 5.0 e non è nemmeno definito l’arco temporale nel quale si conoscerà la possibilità o meno di accedere.

Passare al credito di imposta 4.0

Si tratta di un’opzione da valutare come “ancora” di salvezza ma il credito di imposta si riduce significativamente. Si passa da un 45% (o 35%) ad un 20%.

Attenzione che anche in questo caso occorre essere molto veloci poichè le risorse sono in rapido esaurimento (il GSE ha comunicato che al 7/11/2025 rimanevano disponibili solo 200 milioni di euro)

Ritardare l’investimento al 2026

Un’ulteriore opzione da valutare è quella di far slittare l’investimento al 2026 ed utilizzare l’iperammortamento in corso di approvazione con la legge di bilancio 2026.

Naturalmente occorre valutare se questo è possibile in base alla situazione dell’investimento (avviato, in consegna, consegnato)

La legge di bilancio si presenta peraltro con una criticità dal punto di vista della formalizzazione normativa che consentirebbe uno slittamento non particolarmente complesso da fare. Su questo saranno però necessari dei chiarimenti da parte del ministero per comprendere come poter gestire in continuità l’investimento.

Quale opzione scegliere?

Qui sono riportate le principali opzioni a mio avviso disponibili ma occorre effettuare una analisi attenta e dettagliata per ogni caso.
Sono infatti molte le variabili che incidono nella scelta:

  • Presenza o meno di utili previsti
  • Capienza fiscale
  • Presenza o meno del fotovoltaico o delle rinnovabili nel progetto
  • stato del progetto
  • Aliquota transizione 5.0 prevista

E’ quindi necessaria una valutazione personalizzata.

Se hai già una prenotazione confermata

Se hai già una prenotazione confermata, monitora attentamente le comunicazioni del GSE e del MIMIT. Verifica lo stato della tua domanda e preparati a fornire eventuale documentazione aggiuntiva richiesta.

Attenzione alle interazioni con altre norme

Nell’eventuale cambio di strategia occorre tenere conto con attenzione anche alle eventuali agevolazioni che si vogliono cumulare con il credito di imposta transizione 5.0, Industria 4.0 o Iperammortamento.

Le regole di cumulabilità possono infatti essere diverse e possono inoltre esserci dei vincoli di scadenza o di avvio dei lavori che possono intrecciarsi negativamente tra le varie agevolazioni.

Transizione 5.0 Ha Fallito?

L’opinione più diffusa tra i non addetti ai lavori è che Transizione 5.0 sia stata una norma fallimentare ma i numeri e le esperienze dirette raccontano una situazione diversa.

Nel grafico qui accanto si vede chiaramente come la curva di adozione abbia risentito della particolare complessità della norma.

Una volta compresi i meccanismi di utilizzo da parte dei consulenti e delle aziende, la norma è arrivata ad assorbire più di 12 milioni medi al giorno.

La stima di assorbimento conclusivo fatta tra colleghi esperti del settore, definiva tra i 3,2 miliardi e i 3,4 miliardi l’utilizzo finale dell’incentivo.

Evidentemente le stime dei tecnici del ministero sono diverse (e allo stato dei fatti clamorosamente sbagliate).

Fattori tecnici e complessità dei progetti

Uno dei motivi principali del ritardo nell’assorbimento delle risorse destinate al piano Transizione 5.0, risiede nel ritardo clamoroso con cui sono state pubblicate le norme attuative (Agosto 2024) e i successivi chiarimenti.

Sono state poi necessarie le modifiche apportate con la legge di bilancio 2025 per rendere la norma effettivamente operativa.

Da quel momento il “gradimento” e l’adozione della norma è cresciuto in modo significativo tanto da avere un assorbimento nettamente maggiore rispetto alla prima versione del 4.0 del 2017.

Incapacità di gestione e approccio burocratico

E’ evidente che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy non si è dimostrato all’altezza della situazione.

La norma ha avuto una pessima scrittura iniziale, ricca di cavilli tecnico-burocratici, lontanissimi dalla realtà produttiva italiana.

La qualità della gestione poi è stata addirittura peggiore con ritardi clamorosi nella pubblicazione dei decreti attuativi e con risposte ai quesiti più frequenti pubblicate con altrettanto ritardo.

I vincoli europei erano senza dubbio stringenti, ma si poteva certamente trovare un modo più semplice per rendere operativi quei principi, che di fatto erano condivisibili.

Le prospettive per il 2026

E’ in corso di approvazione la Legge di Bilancio per il 2026 che contiene le norme di incentivazione previste per il 2026.

Il Governo ha deciso di non dare continuità alle normative attuali ma di reintrodurre il meccanismo dell’ammortamento maggiorato (superammortamento e iperammortamento) che era stato utilizzato all’inizio del filone di incentivi Industria 4.0.

Un ritorno al passato che se anche prevede nominalmente delle agevolazioni che sono superiori a quelle fino ad ora messe in campo, ad una più attenta analisi, ripropone tutte le criticità che avevano fatto superare questo tipo di meccanismo ed in particolare:

  • allungamento significativo dei tempi di rientro del beneficio
  • necessità di avere utili capienti per poter sfruttare a pieno il beneficio

A questo occorre aggiungere che la norma inserita in bilancio è molto concisa e lascia a successivi decreti attuativi la definizione del funzionamento. Questo naturalmente fa temere gli imprenditori che si ripresenti la stessa situazione di Transizione 5.0 con i già citati ritardi.

Prossimi Passi

Il piano Transizione 5.0 ha subito un brusco arresto a causa della forte riduzione delle risorse disponibili.

Come già detto, è ancora possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2025. L’accesso ai fondi non è garantito.

Occorre quindi che le imprese valutino attentamente le alternative e monitorino l’evoluzione dellla situazione preparandosi ai possibili scenari futuri.

E’ indispensabile in questa situazione così complessa ipotizzare i vari scenari e organizzarsi conun monitoraggio costante della situazione.

Monitoraggio della situazione

Qui di seguito trovate le notizie in tempo reale su questo argomento.

Risorse utili

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