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Rivalutazione di Marchi, Brevetti e Know-how: una grande opportunità di risparmio fiscale!

Con la risposta ad un interpello, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito la possibilità di rivalutare gli immateriali (Marchi, Brevetti e Know how) che siano transitati esclusivamente a conto economico senza essere inseriti nell’attivo di bilancio.

Questo in realtà è un problema molto comune nelle aziende italiane che molto spesso non “acquisiscono” questi beni immateriali sul mercato ma li “sviluppano internamente” nel corso degli anni. Cosa assolutamente frequente proprio nel caso del Know How e dei Marchi.

In questo modo ci si trova molto spesso che i costi per lo sviluppo di questi asset, sempre più importanti nell’economia moderna, vengano spesati esclusivamente nel conto economico dei vari esercizi in cui gli stessi vengono sviluppati.

LA RIVALUTAZIONE DEI BENI DI IMPRESA

Con la possibilità della rivalutazione dei beni materiali ed immateriali introdotta dal Decreto Agosto, la questione si è fatta ancora più rilevante.

Con questa agevolazione infatti è concessa la possibilità di rivalutare i beni di impresa, anche ai fini fiscali e quindi degli ammortamenti, pagando un’imposta sostitutiva del 3%.

Il beneficio è duplice, da una parte si avranno maggiori costi “virtuali” e quindi minori ricavi ed infine minori imposte.

Dall’altro, poiché in contropartita alla rivalutazione si andrà ad iscrivere una riserva, migliorerà la patrimonializzazione dell’azienda.

AMMISSIBILITA’ DEI BENI IMMATERIALI NON CAPITALIZZATI

La possibilità della effettiva rivalutazione di questi immateriali si era già dedotta dallOIC n. 7, che sostanzialmente si era espresso per una rivalutabilità a fronte di una tutelabilità giuridica di questi beni.

La Direzione centrale Grandi Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate, con la riposta all’interpello n. 956-343/2021 dell’8 aprile 2021, ha confermato questa possibilità indicando che “può costituire oggetto di rivalutazione anche il Know-How sviluppato dalla Società, purché ancora tutelato giuridicamente alla data di chiusura del bilancio in cui è effettuata la rivalutazione, anche se i relativi costi, seppur capitalizzabili nello stato patrimoniale, sono stati imputati interamente a conto economico”.

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