Quando esce una misura da 300 milioni, la prima cosa che si guarda è la dotazione. È l’informazione che fa il titolo e che tutti riportano per primi.
Nel decreto firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 7 settembre 2026 la dotazione è però la parte meno interessante. Le righe che contano davvero sono quattro, e sono le riserve: dicono in anticipo, nero su bianco, quali imprese il ministero vuole vedere in cima. Vediamo cosa ha deciso il MIMIT, come funzionano le quattro riserve, quali si possono ancora costruire e quali no, e soprattutto cosa di questa misura non si sa ancora.

Cosa ha deciso il MIMIT
Il decreto attiva i mini contratti di sviluppo per la filiera automotive, con una dotazione di 300 milioni di euro.
L’agevolazione arriva fino al 75% delle spese ammissibili, in due forme combinate: contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Sul tavolo ci sono lo sviluppo, l’ingegnerizzazione, il testing e la produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità sostenibile, i sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni, le parti, i componenti e le tecnologie avanzate, la diversificazione e la riconversione industriale verso tecnologie strategiche, i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La formazione del personale rientra fino a un massimo del 10% dell’investimento.
Il ministero indica una delibera entro 120 giorni dalla ricezione della domanda.
Il decreto non nasce isolato. Attua il dpcm del 10 giugno 2026, che ha rimodulato il Fondo Automotive sull’orizzonte 2026-2030 destinando quasi il 70% delle risorse agli strumenti che sostengono l’offerta, e che aveva individuato due canali: gli accordi per l’innovazione e, appunto, i mini contratti di sviluppo. Quello di settembre accende il secondo.
Le quattro riserve
Il decreto riserva quote precise:
- 60% alle PMI, di cui un quarto alle micro e piccole imprese
- 40% agli stabilimenti nel Mezzogiorno
- 10% alle imprese con rating di legalità
- 10% alle imprese con certificazione della parità di genere
Vale la pena fermarsi un momento sul significato di queste percentuali. Non sono criteri di punteggio da compilare al momento della domanda: sono quote di risorse messe da parte per chi possiede una certa caratteristica. Se ce l’hai, competi in una platea più piccola per una fetta dedicata. Se non ce l’hai, competi con tutti gli altri.
Due si costruiscono, due no
Dimensione dell’impresa e localizzazione dello stabilimento sono quello che sono. Non li cambi in vista di un bando.
Le altre due sono diverse. Il rating di legalità e la certificazione della parità di genere sono titoli che un’impresa richiede, ottiene e mantiene. Non si improvvisano nella settimana in cui apre lo sportello, perché hanno un’istruttoria e dei requisiti da soddisfare prima. Ma si possono costruire.
Ed è qui che la cosa diventa concreta. Se hai un’impresa della filiera auto e stai pensando a un investimento, il periodo migliore per muoverti su questi due fronti è adesso, mentre il decreto non è ancora operativo. Quando la data di apertura sarà pubblicata, sarà tardi per cominciare.
Cosa non si sa ancora
Queste le informazioni mancano, e sono parecchie.
Alla data odierna non risultano pubblicati:
- le soglie minime e massime di investimento ammesse
- la data di apertura per la presentazione delle domande
- la procedura di presentazione e il soggetto gestore per questa linea
- il testo del decreto, che sulla pagina degli incentivi del MIMIT non compare ancora
Il mini contratto di sviluppo come strumento esiste già ed è gestito da Invitalia, ma per la linea automotive il comunicato non lo dichiara.
Una cosa da non confondere
C’è un secondo elemento che genera equivoci in queste settimane. Con decreto direttoriale del 5 agosto 2026 è stata sospesa la presentazione delle domande sullo sportello automotive dei contratti di sviluppo, quello ordinario, a partire dal 6 agosto.
Sono due cose diverse: uno sportello che si è chiuso ad agosto e uno strumento nuovo annunciato a settembre.
In sintesi
Sui 300 milioni si concentrerà l’attenzione di tutta la filiera. Sulle quattro riserve, molto meno, ed è un errore: sono l’unica parte del decreto che ti dice in anticipo come il ministero intende distribuire le risorse.
Due di quelle quattro riserve premiano qualcosa che un’impresa potrebbe ancora andare a prendersi. Ma occorre partire immediatamente.
Si tratta di uno strumento molto complesso che necessita di una preparazione già prima della pubblicazione del bando. Occorre agire subito per poter partecipare.
Risorse utili
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Consulente specializzato in agevolazioni ed incentivi per le aziende
Mi sono laureato in Economia Aziendale presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e sono da sempre appassionato di innovazione e tecnologia.
Mi dedico al supporto delle aziende che grazie all’innovazione vogliono crescere e svilupparsi.
Lo faccio con approccio multidisciplinare grazie ad gruppo di professionisti di specializzati nei singoli ambiti della finanza agevolata e della consulenza.
Sono autore di vari articoli specialistici e speaker in seminari e convegni di settore.
Ho scritto il libro “Come far crescere la tua azienda con agevolazioni ed incentivi”
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.
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