Fondo per la Crescita Sostenibile

Il Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS) è lo strumento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che finanzia ricerca, innovazione, nascita di nuove imprese e investimenti produttivi. Esiste dal 2012 (decreto-legge 83/2012) e con il riordino degli incentivi 2026 (decreto legislativo 138/2026) è stato riorganizzato in quattro sezioni: ricerca, sviluppo e innovazione; startup d’impresa; investimenti produttivi per la transizione verde e digitale; accesso al credito e al mercato dei capitali. Sostituisce la precedente organizzazione in quattro aree (ricerca e sviluppo, rafforzamento della struttura produttiva, internazionalizzazione, progetti speciali). Il Fondo non eroga direttamente un’unica agevolazione: opera attraverso bandi tematici, sportelli e procedure negoziali aperti all’interno di ciascuna sezione, ciascuno con propri requisiti, importi e scadenze.

Cos’è il Fondo per la Crescita Sostenibile

Il FCS è un fondo rotativo: le risorse restituite dai finanziamenti agevolati rientrano nella disponibilità del Fondo stesso e vengono reimpiegate per nuovi interventi, invece di esaurirsi con la prima erogazione. È una caratteristica che lo distingue da altri strumenti e che ne ha permesso la continuità per oltre un decennio.

Attorno al FCS sono nati nel tempo anche fondi satellite con finalità affini, come il Fondo per l’Innovazione Tecnologica (FIT) o strumenti come PIA Innovazione, spesso citati insieme nella documentazione più datata: non sono lo stesso fondo, ma condividono la logica di sostegno a ricerca e innovazione industriale.

Il riordino degli incentivi 2026, attuato con il decreto legislativo 138/2026, ha esteso il perimetro del FCS assorbendo risorse da una serie di misure minori soppresse su più amministrazioni, rendendolo oggi il principale contenitore su cui confluiscono gli incentivi statali per ricerca, innovazione e investimenti produttivi.

Le quattro sezioni del FCS dopo il riordino 2026

Il decreto 138/2026 organizza il Fondo in quattro sezioni, ciascuna con obiettivi e strumenti operativi distinti.

Ricerca, sviluppo e innovazione. Sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevanza strategica, il consolidamento di centri di ricerca aziendali e la valorizzazione della proprietà industriale. Opera attraverso gli IPCEI (i grandi progetti di comune interesse europeo) e bandi tematici, con due modalità di accesso alternative: procedure negoziali per i progetti di maggiore dimensione, sportelli tematici per gli altri. Lo sportello dedicato alle Regioni del Sud e alle tecnologie critiche STEP, di cui abbiamo parlato nella nostra scheda sul Fondo Crescita Sostenibile per il Sud, è un esempio concreto di bando attivato all’interno di questa sezione.

Startup d’impresa. Bandi tematici per la creazione e lo sviluppo di nuove imprese e startup innovative, con un’attenzione specifica all’imprenditorialità giovanile e femminile e alle sinergie con il mercato del venture capital.

Investimenti produttivi per la transizione verde e digitale. È la sezione che comprende i contratti di sviluppo (per i programmi di investimento di grandi dimensioni) e i bandi tematici orientati alla transizione digitale ed ecologica delle imprese, con una riserva di attenzione dichiarata verso le PMI.

Accesso al credito e al mercato dei capitali. Misure per la continuità aziendale e la salvaguardia occupazionale nelle imprese in temporanea difficoltà finanziaria, comprese quelle sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata. È la sezione che eredita, in forma aggiornata, la logica dei vecchi “progetti speciali” per le crisi complesse.

Dalla vecchia alla nuova struttura: cosa cambia in pratica

Chi conosce il FCS nella sua organizzazione storica troverà alcune corrispondenze dirette con le nuove sezioni, anche se non sono una sovrapposizione perfetta:

  • Interventi per ricerca e sviluppo → confluisce nella nuova sezione Ricerca, sviluppo e innovazione
  • Rafforzamento della struttura produttiva → confluisce prevalentemente in Investimenti produttivi per la transizione verde e digitale, tramite i contratti di sviluppo
  • Internazionalizzazione delle imprese e attrazione di investimenti → non ha una sezione dedicata autonoma nella nuova struttura: gli strumenti di internazionalizzazione restano attivi ma sono in fase di riordino nell’ambito degli altri incentivi statali soppressi o riorganizzati dal decreto 138/2026
  • Progetti speciali (crisi complesse) → confluisce in Accesso al credito e al mercato dei capitali

Nel periodo di transizione, alcuni bandi già attivi sotto la vecchia organizzazione restano validi fino a esaurimento o chiusura naturale: la riorganizzazione riguarda l’impianto normativo, non cancella automaticamente gli sportelli già aperti.

Come si accede alle agevolazioni del FCS

Non esiste una procedura unica di accesso al Fondo: ogni sezione, e ogni bando all’interno di ciascuna sezione, ha le proprie regole. In generale, però, il FCS utilizza tre modalità ricorrenti:

  • sportelli tematici a bando, con domanda a valere su risorse disponibili fino a esaurimento, come nel caso del bando Sud/STEP
  • procedure negoziali, riservate ai progetti di maggiore dimensione o rilevanza strategica, dove è previsto un confronto diretto tra impresa e amministrazione sulla definizione del progetto
  • strumenti dedicati agli investimenti, come i contratti di sviluppo, con propri requisiti dimensionali e settoriali

I decreti attuativi che definiranno nel dettaglio requisiti, intensità di aiuto e procedure per ciascuna sezione sono ancora in fase di adozione da parte del Ministero: la cornice è quella del decreto 138/2026, ma i bandi operativi arrivano progressivamente.

Chi può accedere al FCS

I beneficiari variano da sezione a sezione e da bando a bando, ma in generale il Fondo si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, con una riserva di risorse orientata a PMI e startup nelle sezioni dedicate. Alcuni bandi ammettono anche Enti pubblici di ricerca e Organismi di ricerca come co-proponenti di progetti congiunti, in particolare per i progetti che riguardano lo sviluppo di tecnologie abilitanti, come previsto per lo sportello Sud/STEP.

Domande frequenti sul Fondo per la Crescita Sostenibile

Come possiamo aiutarti

Il FCS, proprio perché è un contenitore con più sezioni e più bandi, richiede una valutazione preliminare per capire quale sportello o procedura si adatta meglio al progetto della tua impresa: candidarsi al bando sbagliato, o perdere una finestra di apertura per non conoscerne l’esistenza, sono gli errori più comuni che vediamo. Se stai valutando un investimento in ricerca, innovazione, transizione digitale o hai un progetto di startup, possiamo aiutarti a orientarti tra le sezioni del Fondo e a capire quale strumento specifico è oggi disponibile per il tuo caso.

Risorse utili

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Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.