Integrazione CUP Fattura Elettronica

Il Codice Unico di Progetto, conosciuto anche come CUP viene assegnato a ogni iniziativa che riceve risorse pubbliche, fungendo da identificativo univoco che garantisce la tracciabilità e la trasparenza delle operazioni finanziarie.

L’errore formale nell’indicazione del CUP (Codice Unico di Progetto) all’interno della fattura elettronica rappresenta una delle criticità più frequenti nella gestione della finanza agevolata. Fino a poco tempo fa, l’omissione di questi codici comportava procedure di rettifica complesse (note di credito e riemissione fattura o l’invio di una integrazione della fattura con codice TD20 o TD29) e, nei casi più gravi, il rischio concreto di revoca delle agevolazioni per violazione degli obblighi di tracciabilità.

A partire dal 27 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato una nuova funzionalità tecnica che permette di sanare queste irregolarità in modo diretto, senza intaccare il documento fiscale originario.

Cos’è il Codice Unico di Progetto (CUP)

Il CUP, o Codice Unico di Progetto, è un codice alfanumerico che identifica ciascun progetto finanziato con fondi pubblici. Esso permette di monitorare flussi finanziari e processi amministrativi con precisione e accuratezza. Il codice si compone di una serie di lettere e numeri che riportano informazioni rilevanti quali l’ente finanziatore, l’ambito del progetto e la sua natura.

Il quadro normativo: perché l’integrazione è cruciale

La normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari (Legge 136/2010 e successive modifiche) impone che ogni fattura relativa a investimenti pubblici o agevolati riporti esplicitamente il CUP. L’assenza di tale codice spezza il legame tra la spesa e il progetto agevolato, rendendo la fattura potenzialmente inammissibile in fase di rendicontazione.

La nuova procedura telematica consente di intervenire “a valle”, integrando il dato mancante direttamente nel sistema di interscambio (SdI), garantendo così la salvaguardia dell’agevolazione senza impatti contabili invasivi.

Riportiamo qui di seguito gli ultimi interventi normativi:

6. A partire dal 1° giugno 2023 le fatture relative all’acquisizione dei beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività produttive, erogati a qualunque titolo e in qualunque forma da una Pubblica Amministrazione, anche per il tramite di altri soggetti pubblici o privati, o in qualsiasi modo ad essi riconducibili, devono contenere il Codice unico di progetto (CUP) di cui all’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, riportato nell’atto di concessione o comunicato al momento di assegnazione dell’incentivo stesso ovvero al momento della richiesta dello stesso.

Tale obbligo non si applica per le istanze di concessione di incentivi presentate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

((7. L’obbligo di cui al comma 6 non si applica alle fatture emesse da soggetti che non siano stabiliti nel territorio dello Stato, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché alle fatture emesse prima della corretta attribuzione del codice unico di progetto (CUP), nell’ambito delle procedure di assegnazione di incentivi che, nel rispetto delle relative norme istitutive o della disciplina in materia di aiuti di Stato, ove applicabile, ammettono il sostenimento delle spese anteriormente all’atto di concessione.

Nei casi di cui al periodo precedente, le amministrazioni pubbliche titolari delle misure, anche nell’ambito delle disposizioni che disciplinano il funzionamento delle medesime misure, impartiscono ai beneficiari le necessarie istruzioni per garantire la dimostrazione, anche attraverso idonei identificativi da riportare nella documentazione di spesa, ivi comprese le quietanze di pagamento, della correlazione tra la spesa sostenuta e il progetto finanziato con risorse pubbliche))

L. 30 dicembre 2023 n. 213 al D.L. 13/2023 art. 5 c. 6 e 7, convertito con modificazioni dalla L. 21 aprile 2023 n. 41

Guida passo passo alla procedura di integrazione

Dal 27 gennaio 2026 è disponibile la nuova procedura messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
L’operazione si svolge interamente all’interno del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate al quale si accede tramite SPID, CIE o CNS.

Di seguito i passaggi tecnici da seguire:

1. Accesso e Individuazione del Documento

Accedere all’area riservata del portale e navigare nella sezione Consultazione. Da qui, selezionare l’area Monitoraggio dei file trasmessi. È necessario individuare la fattura elettronica oggetto di regolarizzazione (fattura emessa che è stata regolarmente accettata dal SdI ma che risulta priva di CUP/CIG o recante codici errati).

2. Ricerca della fattura da integrare

Questo probabilmente è il passaggio più complesso: le fatture da integrare possono essere ricercate attraverso l’identificativo SdI e la ricerca viene effettuata tra tutte le fatture emesse a partire dal 1° giugno 2023 e per le
quali l’utenza di lavoro figura come cessionario/committente.

Questo identificativo non è ben visibile nei programmi di fatturazione elettronica e nella fattura elettronica stessa: è un dato inserito nei metadati di trasmissione.

Se non riuscite a trovarlo, il mio consiglio e di utilizzare il portale Fatture e Corrispettivi dell’agenzia delle entrate. Andate su Consultazione > Fatture elettroniche > Le tue fatture ricevute.

Il numero che appare nella colonna Sdi/File e quello da copiare e ricercare nella procedura di integrazione del CUP.

3. Utilizzo della Funzione di Integrazione

Una volta selezionato il file della fattura, il sistema mostrerà la nuova funzionalità (attiva dal 27 gennaio). L’interfaccia consente di aggiungere manualmente i codici mancanti cliccando su “visualizza o modifica CUP” (freccia rossa nell’immagine).

4. Inserimento CUP

La procedura consentirà poi di inserire il codice CUP. Si potrà scegliere se inserire il codice CUP per tutta la fattura (solitamente è questa la scelta corretta) oppure se associarlo a una specifica linea della fattura.

5. Associazione e Finalizzazione

Il sistema non modifica il file XML originale della fattura (che rimane fiscalmente immutato), ma crea un’associazione logica indelebile tra il documento e i codici inseriti. Questa integrazione viene registrata nei database dell’amministrazione finanziaria ed è valida ai fini della verifica della tracciabilità.

6. Richiesta elenco CUP inseriti

Una volta associato il CUP alla fattura è possibile richiedere l’elenco dei CUP inseriti ed associati alla fattura.

Si potrà quindi scaricare un documento che conterrà tutti i CUP associati alla fattura elettronica.

Vantaggi rispetto alla procedura tradizionale

Prima di questo aggiornamento, la correzione richiedeva l’emissione di una nota di variazione (nota di credito) a storno totale della fattura errata, seguita dall’emissione di una nuova fattura corretta oppure l’emissione di una fattura integrativa TD20 o TD29. La nuova procedura offre vantaggi operativi immediati:

  • Tempestività: La correzione è immediata e non richiede l’interazione con il fornitore o l’emissione di una nuova fattura integrativa (procedura non sempre attiva nei software di fatturazione elettronica)
  • Certezza del diritto: L’integrazione effettuata tramite il portale dell’Agenzia ha valore probatorio in fase di controllo.

Ambito di applicazione e Strategia di Gestione

Questa procedura è vitale per le imprese che gestiscono progetti complessi e multidisciplinari. In particolare, raccomandiamo l’utilizzo di questa sanatoria per:

  • Bandi Nazionali (es. Contratti di Sviluppo, SIMEST): Dove la rendicontazione è analitica.
  • Nuova Sabatini: Per il corretto abbinamento tra finanziamento bancario e bene strumentale.

Nota Tecnica per i sistemi gestionali

Sebbene la correzione manuale sia efficace, la best practice rimane l’emissione corretta all’origine. Si ricorda che nel tracciato XML della fattura elettronica, i campi deputati sono:

  • Blocco 2.1.2 <DatiOrdineAcquisto>
  • Campo 2.1.2.6 <CodiceCUP>

Conclusioni e Supporto

L’introduzione di questo strumento di compliance semplifica notevolmente gli oneri burocratici, ma non elimina la necessità di un monitoraggio costante dei progetti finanziati. Un errore non rilevato in tempo, anche se oggi sanabile, può trasformarsi in un contenzioso in fase di ispezione.

Domande Frequenti (FAQ)

Risorse utili

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