Ogni anno lo Stato, le Regioni e l’Unione Europea mettono a disposizione delle imprese contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato e crediti d’imposta, per un valore complessivo che supera i miliardi di euro. Tra le decine di incentivi per le imprese attivi contemporaneamente, trovare quello giusto per la propria attività è la parte più difficile.
Qui sotto trovi l’elenco dei bandi e delle agevolazioni principali. Usa la ricerca per trovare una misura specifica, vai alle agevolazioni della singola regione.
Cosa sono i contributi a fondo perduto
Un contributo a fondo perduto è una somma erogata da un ente pubblico (Stato, Regione, Unione Europea) a fondo perduto, appunto: non va restituita e non matura interessi, a differenza di un prestito o di un finanziamento agevolato. È la caratteristica che lo distingue da altri strumenti di finanza agevolata con cui viene spesso confuso.
Non tutti i contributi coprono l’intera spesa: quasi sempre è previsto un cofinanziamento a carico dell’impresa, e i fondi arrivano quasi sempre a rimborso, dopo che la spesa è stata sostenuta e rendicontata, non in anticipo. È uno dei punti che genera più errori: pianificare la liquidità come se il contributo arrivasse prima dell’investimento, quando nella maggior parte dei casi arriva dopo.
Contributo, prestito o finanziamento a fondo perduto: le parole giuste
Nel linguaggio comune questi termini vengono usati come sinonimi, ma indicano cose diverse:
- Contributo a fondo perduto puro: nessuna restituzione, su tutta la somma erogata
- Finanziamento a fondo perduto misto: una quota è a fondo perduto, il resto è un prestito a tasso agevolato o di mercato.
- Credito d’imposta: non è un’erogazione ma una riduzione delle imposte dovute, compensabile in F24
Capire in quale categoria rientra una misura, prima di contarci nel piano finanziario, evita sorprese.
Chi può richiedere i contributi a fondo perduto
I requisiti cambiano da bando a bando, ma alcune condizioni ricorrono quasi sempre: iscrizione al Registro delle Imprese, regolarità contributiva (DURC), assenza di procedure concorsuali in corso. Molte misure sono aperte sia a imprese già attive sia a chi vuole avviarne una nuova, con requisiti diversi per le due situazioni. Le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro Imprese hanno spesso accesso a canali dedicati o a percentuali di copertura più alte.
Il regime de minimis
Gran parte dei contributi a fondo perduto rientra nel regime de minimis, la disciplina europea che permette agli Stati membri di erogare aiuti alle imprese senza la preventiva autorizzazione della Commissione Europea, entro un tetto complessivo per impresa. È il motivo per cui, prima di presentare domanda a un nuovo bando, va sempre verificato quanto de minimis l’impresa ha già ricevuto: superare il tetto significa vedersi respingere la domanda o revocare il contributo già ottenuto.
Spese ammissibili, in generale
Variano per ogni bando, ma le categorie più ricorrenti sono: macchinari e attrezzature, beni immateriali (software, licenze, brevetti), consulenze specialistiche legate al progetto, in alcuni casi anche il personale dedicato. Quasi sempre sono escluse le spese sostenute prima della presentazione della domanda: il momento in cui si comincia a spendere prima di sapere se il bando è stato approvato è un altro degli errori più comuni.
Gli errori più comuni che fanno perdere il contributo
- Sostenere spese prima della data di ammissibilità prevista dal bando
- Non conservare la documentazione richiesta per i controlli, che in alcuni casi arrivano anni dopo l’erogazione
- Superare il tetto de minimis senza accorgersene
- Sottovalutare i tempi: tra pubblicazione del bando, presentazione della domanda, istruttoria ed erogazione possono passare mesi













