Il Nuovo Codice degli Incentivi

Il Codice degli Incentivi, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20/11/2025, è la nuova normativa che mira ad armonizzare la disciplina generale degli incentivi alle imprese (Decreto in corso di pubblicazione: l’articolo si basa sulla bozza del 21/10/2025). Il Codice stabilisce i princìpi fondamentali che regolano i procedimenti amministrativi e introduce il sistema Incentivi Italia, un catalogo di servizi digitali che integra il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it. L’obiettivo è garantire trasparenza, semplificazione e uniformità delle procedure, definendo chiaramente le forme di agevolazione (come contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e agevolazioni fiscali/contributive) e i criteri di programmazione, coordinamento (attraverso il Tavolo Permanente degli Incentivi) e revoca.

Struttura e Ambito di Applicazione del Codice degli Incentivi

Le disposizioni del Codice si applicano anche nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i rispettivi statuti. Le regioni a statuto ordinario devono conformarsi a tale disciplina nell’ambito dei rispettivi ordinamenti. In caso di incentivi cofinanziati con risorse europee o che costituiscano aiuto di Stato, il Codice si applica fatte salve le pertinenti normative dell’Unione europea.

Agevolazioni Soggette alla Nuova Disciplina

Sono soggette alla disciplina del Codice le agevolazioni riconosciute in una delle forme di cui all’articolo 12. L’“agevolazione” è definita come il vantaggio economico previsto dal bando, a valere su risorse pubbliche, che può avere o meno le caratteristiche di aiuto di Stato.

Le forme di agevolazione includono:

Sono esclusi dall’applicazione del Codice gli incentivi fiscali diversi da quelli fruiti nella forma del credito d’imposta, nonché gli incentivi fiscali in materia di accisa.

Il Sistema Incentivi Italia: RNA e Incentivi.gov.it

Per attuare i principi di digitalizzazione, semplicità e uniformità delle procedure, è istituito il sistema Incentivi Italia, un catalogo di servizi resi disponibili dal Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e dalla piattaforma Incentivi.gov.it.

Questo sistema supporta l’intero “ciclo di vita dell’incentivo” offrendo servizi che includono:

  • La redazione, l’aggiornamento e la pubblicità del Programma degli incentivi.
  • L’elaborazione di schemi di bandi.
  • Un sistema di classificazione delle voci di spesa, utile per uniformare e standardizzare i riferimenti.
  • Funzionalità per l’accesso agli incentivi e per agevolare il controllo sui titoli di spesa (rispetto dei divieti di cumulo).
  • Funzionalità per la conoscibilità degli incentivi e la diffusione degli esiti delle valutazioni.
  • Servizi per la verifica e certificazione telematica preventiva del possesso dei requisiti di accesso da parte delle imprese proponenti.

La Programmazione e il Coordinamento degli Incentivi

Il Codice introduce nuove disposizioni per la programmazione e il coordinamento istituzionale, al fine di garantire trasparenza e conoscibilità dell’offerta di incentivi.

Il Programma degli Incentivi e i Criteri di Adozione

Ciascuna amministrazione responsabile centrale (il soggetto pubblico titolare dell’incentivo) deve adottare il Programma degli incentivi.

Il Programma deve contenere i seguenti elementi:

  • Obiettivi strategici di sviluppo.
  • Gli incentivi destinati alla realizzazione di tali obiettivi, privilegiando la continuità di quelli selezionati in esito alla razionalizzazione (attuata ai sensi della legge delega).
  • Il cronoprogramma di massima di attuazione (inclusi i termini di apertura dei bandi, se già definiti).
  • Il quadro finanziario, indicando le risorse disponibili, la fonte di finanziamento e le risorse da destinare alle attività di valutazione, gestione e progettazione.

L’individuazione degli incentivi deve tenere conto della coerenza con gli eventuali accordi conclusi in esito al Tavolo permanente degli incentivi e del rispetto dei vincoli e termini di spesa previsti dalle fonti di finanziamento (regionali, nazionali, europee). Il modello del Programma è reso disponibile nel sistema Incentivi Italia, che ne assicura la pubblicità.

Il Tavolo Permanente degli Incentivi: Raccordo Stato-Regioni

Per assicurare un adeguato coordinamento tra politiche di incentivazione statali e regionali, è istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il Tavolo permanente degli incentivi.

Questo Tavolo è una sede stabile di confronto tra le amministrazioni responsabili centrali e regionali e le province autonome di Trento e Bolzano. Le amministrazioni partecipano congiuntamente e paritariamente per:

  • Fornire informativa reciproca sugli incentivi (sia nella fase ascendente, per favorire sinergia e complementarità, sia nella fase discendente, per verificare lo stato di attuazione).
  • Raccordare le strategie di politica industriale, definendo accordi programmatici che individuano indirizzi e posizioni comuni.

Il Tavolo è convocato almeno due volte l’anno (dopo la manovra di bilancio, entro il 31 gennaio, e per l’avvio delle attività di programmazione, entro il 31 luglio).

L’Attuazione Pratica degli Incentivi: Bandi, Requisiti e Premi

L’attuazione degli incentivi avviene prevalentemente tramite l’adozione di bandi delle amministrazioni responsabili.

Il Bando-Tipo e gli Elementi Essenziali

Fatti salvi i casi di incentivi contributivi e incentivi fiscali a erogazione automatica, gli incentivi sono attivati con bandi redatti in conformità a un bando-tipo.

Gli elementi principali che i bandi devono contenere includono:

  • Finalità, ambito generale di applicazione e base giuridica.
  • Risorse disponibili e le riserve applicabili (incluse quelle per elementi premianti).
  • Condizioni soggettive di ammissibilità dei proponenti (le imprese o i lavoratori autonomi che presentano istanza).
  • Operazioni agevolabili e spese ammissibili.
  • Agevolazioni concedibili e modalità di determinazione dell’ammontare.
  • Procedure per l’accesso e l’erogazione.
  • Disciplina delle variazioni, della revoca, e delle modalità di controllo.
elementi principali che i bandi devono contenere

Forme di Agevolazione Riconoscibili

Le agevolazioni possono essere attribuite in varie forme, anche combinate. L’importo, se costituisce aiuto di Stato, è definito nel rispetto delle intensità massime o dei massimali di aiuto previsti dalle disposizioni europee.

Spese Ammissibili: Per le operazioni che prevedono un programma di spesa, le spese devono risultare pertinenti, tracciabili (riportando il Codice Unico di Progetto – CUP, o idonei identificativi) e contabilizzate conformemente alle previsioni di legge.

Elementi Premianti per l’Accesso alle Agevolazioni

I bandi possono prevedere elementi premianti nelle valutazioni istruttorie, purché non incompatibili con le finalità dell’incentivo.

Costituiscono elementi premianti:

  • Rating di Legalità.
  • Certificazione della parità di genere.
  • Assunzione di persone con disabilità aggiuntive rispetto agli obblighi.
  • Valorizzazione della quantità e qualità del lavoro giovanile e femminile (es. misure di welfare, parità salariale, impiego di giovani e donne rispetto alla pianta organica).
  • Valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura (es. azioni a favore della genitorialità).

I sistemi di premialità adottabili sono:

  • Attribuzione di punteggio aggiuntivo.
  • Riserva di quota delle risorse finanziarie.
  • Incremento dell’ammontare delle agevolazioni.

Inoltre, al fine di garantire un adeguato sostegno alle imprese di minori dimensioni, alle PMI è riservata una quota minima del 60% delle risorse, di cui almeno il 25% è destinato alle micro e piccole imprese.

Procedure di Accesso, Istruttoria e Controlli

Le agevolazioni sono attribuite attraverso procedure che possono basarsi sull’ordine cronologico di presentazione, su specifiche priorità/graduatorie, o su criteri di negoziazione. Le procedure devono favorire la semplificazione e l’uso delle tecnologie dell’informazione.

Controlli Necessari (Fase di Ammissione): Per le agevolazioni, l’ammissione è subordinata ad adempimenti necessari, inclusa la verifica:

  • Dell’assenza di cause di decadenza o tentativi di infiltrazione mafiosa (per importi superiori alla soglia specifica).
  • Della regolarità contributiva del proponente (DURC) per gli incentivi finalizzati alla realizzazione di investimenti.
  • Del rispetto delle prescrizioni relative agli aiuti di Stato.

In sede di erogazione, è richiesto un ulteriore controllo del DURC (con la possibilità di trattenere l’importo corrispondente all’inadempienza per il versamento diretto agli enti previdenziali).

Le Misure Anti-Delocalizzazione e la Revoca degli Incentivi

Il Codice introduce norme volte a contrastare la delocalizzazione e a salvaguardare i livelli occupazionali, prevedendo severe sanzioni e cause di revoca del beneficio.

Contrasto alla Delocalizzazione e Obblighi Occupazionali

Per gli incentivi relativi a investimenti localizzati nel territorio nazionale, si applica una disciplina specifica in caso di operazioni di delocalizzazione (trasferimento dell’attività incentivata a un altro sito).

Le conseguenze della delocalizzazione variano in base alla destinazione:

Delocalizzazione in UE/SEE: Decadenza dalle agevolazioni (con obbligo di restituzione maggiorata) se l’incentivo era diretto a una zona specifica e l’operazione avviene prima di cinque anni dal completamento.

Delocalizzazione Extra-UE/SEE: Decadenza da tutte le agevolazioni fruite, anche se non dirette a una zona specifica, se l’operazione avviene prima di cinque anni (dieci anni per le grandi imprese). In questo caso, viene irrogata anche una sanzione amministrativa pecuniaria da due a quattro volte l’importo dell’aiuto fruito.

Le imprese decadute per delocalizzazione Extra-UE non possono accedere ad altri incentivi per i successivi cinque anni (dieci anni per le grandi imprese).

Impatto Occupazionale: Per gli incentivi che prevedono la valutazione dell’impatto occupazionale, i bandi devono definire le conseguenze applicabili in caso di riduzione dei livelli occupazionali (fino alla revoca del beneficio), fatti salvi i casi di riduzione dovuta a giustificato motivo oggettivo.

Cause e Conseguenze della Revoca

La revoca dei provvedimenti di concessione delle agevolazioni può essere disposta dal soggetto competente in presenza di diverse circostanze:

  • Assenza di requisiti di ammissibilità o documentazione incompleta/irregolare (non sanabile e imputabile al beneficiario).
  • Mancata realizzazione dell’operazione finanziata nei termini.
  • Mancato rispetto dei termini per il mantenimento e la destinazione dei beni agevolati (generalmente tre anni per le PMI e cinque anni per le grandi imprese).
  • Operazione di delocalizzazione o riduzione dei livelli occupazionali.
  • Intervento di variazioni sostanziali o modifiche soggettive incompatibili con il mantenimento delle agevolazioni.
  • Mancato rispetto dei limiti di cumulo delle agevolazioni.
  • Accertamento di uno dei motivi di esclusione previsti (es. cause antimafia).

La revoca può essere totale o parziale, purché proporzionale all’inadempimento riscontrato.

Obbligo di Restituzione: La revoca comporta l’obbligo di restituire l’importo delle agevolazioni fruite, maggiorato degli interessi pari al tasso ufficiale di riferimento BCE. Se la revoca è dovuta a fatti addebitati al beneficiario (come delocalizzazione o documentazione incompleta/irregolare), il tasso è maggiorato di cinque punti percentuali. I crediti nascenti dalla revoca sono soggetti a privilegio e il recupero avviene tramite iscrizione al ruolo.

Risorse utili

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Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.