Il Chips Act 2.0 è la nuova proposta della Commissione europea per rafforzare la sovranità tecnologica dell’UE nei semiconduttori, spostando il focus dalla sola produzione alla domanda interna di chip europei.
Per le imprese italiane significa un insieme di nuove opportunità in termini di appalti innovativi, progetti strategici e strumenti finanziari collegati agli investimenti in tecnologie microelettroniche avanzate.

- Che cos’è il Chips Act 2.0 (e come si distingue dal Chips Act 2023)
- Obiettivi del Chips Act 2.0 per le imprese
- Le principali misure: Demand Accelerators, appalti e aggregazione della domanda
- Perché il Chips Act 2.0 interessa le imprese italiane
- Collegamento con il Chips Act “storico” e con gli strumenti nazionali
- Quali incentivi concreti possono derivare per le imprese
- Come possono muoversi concretamente le imprese italiane
- Domande Frequenti – FAQ
- Risorse utili
Che cos’è il Chips Act 2.0 (e come si distingue dal Chips Act 2023)
Nel 2023 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2023/1781, il cosiddetto European Chips Act, che ha definito il quadro normativo per rafforzare l’ecosistema europeo dei semiconduttori con l’obiettivo di raddoppiare la quota di mercato globale dell’UE entro il 2030.
Quella normativa, ancora in vigore, è orientata soprattutto al lato offerta: produzione, capacità industriale, infrastrutture di ricerca, impresa comune “Chips” e grandi investimenti per nuove linee produttive.
Il Chips Act 2.0 non sostituisce il regolamento del 2023, ma lo integra come nuovo pacchetto strategico: la Commissione propone misure aggiuntive per stimolare la domanda di chip progettati e prodotti in Europa, riducendo la dipendenza da Stati Uniti e Asia.
Mentre il primo Chips Act era centrato su sussidi e investimenti dal lato produttivo, il Chips Act 2.0 introduce strumenti per favorire gli acquisti di chip europei da parte di governi, grandi utilizzatori industriali e startup tecnologiche dell’UE.
Obiettivi del Chips Act 2.0 per le imprese
Secondo le prime comunicazioni ufficiali, il Chips Act 2.0 ha quattro obiettivi principali per le imprese europee:
- migliorare le condizioni per gli investimenti nel settore semiconduttori lungo tutta la catena del valore (progettazione, materiali, produzione, packaging, apparecchiature);
- rafforzare la domanda di chip europei tramite meccanismi di aggregazione e appalti pubblici per l’innovazione;
- rendere più resilenti le catene di fornitura, con strumenti di gestione delle crisi e ordini prioritari in caso di emergenze;
- accelerare le procedure autorizzative per nuovi impianti e progetti strategici, con un target di permessi entro 12 mesi.
Per le imprese italiane, questo significa poter agganciare una pipeline più strutturata di progetti europei, bandi e grandi appalti in cui i chip e le tecnologie elettroniche made in EU sono esplicitamente favoriti o richiesti.
Le principali misure: Demand Accelerators, appalti e aggregazione della domanda
La novità più significativa del Chips Act 2.0 per le aziende è l’introduzione dei Demand Accelerators, strumenti con cui l’UE punta a mettere in contatto fornitori di chip europei e grandi utilizzatori industriali.
Questi meccanismi prevedono, tra l’altro:
- Appalti pubblici per l’innovazione: gare in cui la PA acquista soluzioni ad alto contenuto tecnologico che incorporano chip europei, creando domanda iniziale per tecnologie ancora non mature sul mercato.
- Contratti di acquisto a lungo termine (offtake): accordi tra produttori di chip e grandi clienti (es. automotive, cloud provider, gigafactory per l’AI) per garantire volumi minimi di acquisto nel medio–lungo periodo.
- Aggregazione della domanda: coordinamento degli acquisti tra Stati membri e tra grandi utilizzatori in settori come automotive, sanità e difesa, per creare mercati sufficientemente grandi da giustificare investimenti produttivi in Europa.
In caso di crisi nelle forniture, la Commissione potrà inoltre organizzare acquisti congiunti e chiedere ordini prioritari agli impianti sovvenzionati, rafforzando la sicurezza di approvvigionamento per le filiere europee.
Perché il Chips Act 2.0 interessa le imprese italiane
L’UE produce oggi meno del 10% dei semiconduttori globali ed è fortemente dipendente dall’estero per i chip più avanzati, sotto i 5 nanometri.
In questo contesto, l’Italia può giocare un ruolo importante sia sul lato produzione che su quello degli utilizzatori industriali (automotive, meccatronica, energia, difesa, sanità, cloud e data center).
Per le imprese italiane, il Chips Act 2.0 è rilevante in almeno tre modi:
- Produttori e fornitori nella catena dei semiconduttori: aziende che operano su wafer, materiali, packaging, apparecchiature elettroniche, test e collaudo possono candidarsi a progetti R&S europei e inserirsi in contratti di fornitura a lungo termine.
- Utilizzatori avanzati di chip: imprese automotive, machinery, robotica, IoT industriale, cloud, AI e cybersecurity potranno beneficiare di appalti innovativi e progetti pilota cofinanziati in cui l’uso di chip europei è valorizzato.
- Ecosistemi regionali specializzati: è previsto un nuovo “marchio di eccellenza” per le regioni europee specializzate nei semiconduttori, che può attrarre investimenti, centri di competenza e progetti dimostrativi.
Collegamento con il Chips Act “storico” e con gli strumenti nazionali
Il Chips Act 2023 resta la base giuridica di riferimento: è il regolamento che istituisce la cornice di misure, la governance europea e l’impresa comune “Chips”, sostituendo la precedente Joint Undertaking sulle tecnologie digitali fondamentali.
Il Chips Act 2.0 si innesta su questa infrastruttura, correggendo un limite emerso nei primi anni di attuazione: l’insufficiente spinta sulla domanda interna di semiconduttori europei.
Sul piano nazionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha già attivato bandi collegati al quadro europeo, tra cui:
- Bando nazionale per la selezione del Centro di Competenza italiano sui semiconduttori, nell’ambito del Regolamento (UE) 2023/1781: preselezione nazionale per individuare l’organizzazione che rappresenterà l’Italia nella call europea dedicata ai competence centre.
- Bandi Chips JU / Horizon Chips per progetti di ricerca e sviluppo selezionati a livello europeo, con agevolazioni nazionali per i partner italiani (ad esempio, il bando MIMIT 2025 con risorse nazionali dedicate).
A questi si possono affiancare strumenti più generali, ma spesso combinabili, come gli Accordi per l’innovazione, che finanziano grandi progetti di R&S industriale e sviluppo sperimentale in ambiti ad alto impatto tecnologico, anche nel settore elettronico e dei semiconduttori.
Quali incentivi concreti possono derivare per le imprese
Pur in attesa del testo definitivo del Chips Act 2.0, dagli atti esistenti e dalle esperienze dei primi bandi emergono alcune tipologie di opportunità per le imprese:
- Cofinanziamento di progetti di R&S e innovazione
- Progetti europei (Horizon Europe / Chips JU) su progettazione, materiali, processi produttivi, sicurezza e affidabilità dei chip.
- Contributi nazionali a fondo perduto e finanziamenti agevolati per la quota italiana, in base ai decreti MIMIT sulle call Chips.
- Partecipazione a centri di competenza e piattaforme europee
- Possibilità di far parte di consorzi con università, centri di ricerca e grandi player industriali nel costituendo Centro di Competenza italiano e nei competence centre europei.
- Accesso privilegiato a infrastrutture di test, linee pilota e servizi avanzati di supporto.
- Accesso a appalti innovativi e progetti pilota
- Gare pubbliche europee e nazionali che richiederanno o premieranno l’utilizzo di chip europei, con vantaggi per chi è in grado di offrire soluzioni integrate hardware–software.
- Progetti dimostrativi in settori strategici (automotive, sanità, energia, difesa, cloud) in cui parte dei costi è coperta con fondi UE o nazionali.
- Maggiore visibilità e attrattività per investitori e partner
Come possono muoversi concretamente le imprese italiane
Per intercettare al meglio le opportunità legate al Chips Act 2.0, un’impresa può seguire alcuni passaggi operativi:
- Mappare il proprio ruolo nella catena del valore
Verificare se l’azienda opera come produttore, fornitore di materiali/attrezzature, integratore di sistemi o grande utilizzatore di chip (es. macchine automatiche, automotive, robotica, IoT, cloud). - Verificare bandi e call attive
- Monitorare la sezione finanziamenti del sito ReteAgevolazioni.it
>> finanziamenti.reteagevolazioni.it - “Incentivi – Elettronica” sul sito MIMIT, dove vengono pubblicati i bandi collegati al Chips Act e alle iniziative Chips JU.
- Consultare le pagine ufficiali della Commissione dedicate al European Chips Act e agli strumenti per i semiconduttori.
- Monitorare la sezione finanziamenti del sito ReteAgevolazioni.it
- Costruire o rafforzare partnership
Molti bandi prevedono consorzi con più imprese e organismi di ricerca (spesso fino a 5 soggetti nei bandi nazionali collegati ai competence centre o alle call europee). - Valutare la cumulabilità con altri strumenti nazionali
- Integrare progetti su semiconduttori con strumenti come Accordi per l’innovazione per coprire l’intero ciclo di sviluppo, dalla ricerca industriale fino al dimostratore in ambiente operativo.
- Verificare, tramite strumenti dedicati e il Registro Nazionale Aiuti, la situazione degli aiuti già ricevuti e i margini residui rispetto ai massimali consentiti.
- Preparare una pipeline di progetti pronti
Tenuto conto dei tempi di apertura/chiusura delle call (ad esempio la call europea Chips-2024-CCC-3 per i competence centre e le call Horizon Chips 2025), è strategico avere progetti preliminari già impostati per reagire rapidamente ai bandi.
Domande Frequenti – FAQ
Risorse utili
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Consulente specializzato in agevolazioni ed incentivi per le aziende
Mi sono laureato in Economia Aziendale presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e sono da sempre appassionato di innovazione e tecnologia.
Mi dedico al supporto delle aziende che grazie all’innovazione vogliono crescere e svilupparsi.
Lo faccio con approccio multidisciplinare grazie ad gruppo di professionisti di specializzati nei singoli ambiti della finanza agevolata e della consulenza.
Sono autore di vari articoli specialistici e speaker in seminari e convegni di settore.
Ho scritto il libro “Come far crescere la tua azienda con agevolazioni ed incentivi”
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.


