Per una PMI italiana che vuole crescere, il canale bancario resta la strada più battuta, ma non l’unica. Tra gli strumenti di finanza alternativa che negli ultimi anni hanno preso piede c’è il basket bond, un meccanismo che permette anche a imprese di dimensioni medio-piccole di raggiungere investitori istituzionali che normalmente guarderebbero solo a emissioni molto più grandi.

Cos’è un basket bond
Un basket bond è un’operazione che mette insieme le obbligazioni emesse da più PMI in un unico portafoglio, gestito da una società veicolo (SPV). Invece di presentarsi da sola sul mercato dei capitali, l’azienda entra a far parte di un “paniere” (da qui il nome basket) insieme ad altre imprese selezionate secondo criteri omogenei: stesso settore produttivo, stessa filiera, stessa area geografica, o obiettivi simili come la sostenibilità ambientale.
Il meccanismo si basa su tre passaggi:
- Selezione delle imprese: vengono individuate PMI e mid-cap con caratteristiche compatibili, in genere già solide dal punto di vista economico-finanziario.
- Emissione dei minibond: ogni impresa selezionata emette il proprio minibond, un titolo di debito a medio-lungo termine.
- Cartolarizzazione: i minibond vengono raggruppati e conferiti a una SPV, che a sua volta emette titoli garantiti da questo portafoglio (ABS, Asset Backed Securities) destinati a investitori istituzionali.
Il risultato è che l’impresa ottiene finanziamento a condizioni di mercato dei capitali, ma senza dover affrontare da sola i costi e la complessità di un’emissione obbligazionaria individuale.
Perché esiste: il problema che risolve
Un’emissione obbligazionaria singola ha senso economico solo sopra una certa soglia di importo, perché i costi di strutturazione, rating e collocamento sono in gran parte fissi. Una PMI che ha bisogno di 2-3 milioni di euro difficilmente riesce a sostenere questi costi da sola, e allo stesso tempo fatica a trovare investitori istituzionali disposti a valutare un’emissione così piccola.
Aggregando più imprese in un unico veicolo, il basket bond permette di raggiungere una massa critica che rende l’operazione sostenibile per tutti: le imprese dividono i costi fissi, gli investitori ottengono un portafoglio diversificato che riduce il rischio di singolo emittente, e l’intera operazione diventa interessante anche per fondi e investitori che altrimenti non guarderebbero al segmento minibond.
Basket bond regionali vs basket bond a mercato
Esistono due macro-tipologie:
- Basket bond a mercato: programmi aperti, spesso promossi da Cassa Depositi e Prestiti (che tipicamente assume il ruolo di anchor investor, sottoscrivendo una quota significativa dell’emissione), rivolti a PMI e mid-cap italiane senza vincoli territoriali stringenti.
- Basket bond regionali: iniziative promosse da singole Regioni insieme alle rispettive finanziarie regionali, riservate alle imprese con sede operativa nel territorio di riferimento. Il Basket Bond Lombardia, ad esempio, è promosso da Regione Lombardia con Finlombarda e si inserisce nella programmazione FESR, con l’obiettivo di sostenere le PMI lombarde su innovazione, transizione sostenibile e rafforzamento delle filiere.
Questa seconda categoria è quella più rilevante per chi si muove nel mondo della finanza agevolata, perché spesso non è “solo” un canale di debito: i programmi regionali abbinano al basket bond un contributo pubblico che copre parte dei costi di emissione, oltre a garanzie che facilitano l’accesso per imprese che da sole non avrebbero un rating sufficiente.
Chi può accedere e a quali condizioni
I requisiti variano da programma a programma, ma ricorrono alcuni elementi comuni:
- almeno due bilanci approvati, a dimostrazione di una storia operativa consolidata;
- un rating di credito minimo (spesso l’asticella si colloca intorno a BB), ottenuto o ottenibile tramite una società di rating riconosciuta da EBA ed ESMA;
- un piano di sviluppo credibile, perché gli investitori istituzionali valutano l’operazione soprattutto sulla base della qualità del progetto industriale, non solo sui numeri di bilancio;
- l’assistenza di un advisor che segue la PMI nella strutturazione dell’emissione, dal business plan alla relazione con l’arranger (banca o operatore finanziario che coordina l’intera operazione).
Per questo il basket bond è uno strumento pensato più per PMI di dimensioni medio-grandi con una situazione finanziaria solida, che per micro-imprese in fase di avvio: la complessità del processo richiede una struttura organizzativa in grado di sostenerlo.
Basket bond vs minibond: qual è la differenza
È facile confondere i due termini perché sono strettamente collegati, ma non sono la stessa cosa:
- il minibond è il titolo di debito emesso dalla singola impresa;
- il basket bond è l’operazione che aggrega più minibond in un unico portafoglio cartolarizzato.
In pratica, ogni basket bond è composto da una serie di minibond, ma non tutti i minibond finiscono dentro un basket bond: un’impresa abbastanza grande da sostenere i costi di un’emissione individuale può collocare il proprio minibond direttamente presso investitori professionali, senza passare dall’aggregazione.
Vantaggi e limiti da conoscere prima di valutarlo
Vantaggi principali:
- accesso a investitori istituzionali altrimenti irraggiungibili per un’emissione di piccolo taglio;
- diversificazione delle fonti di finanziamento, riducendo la dipendenza dal credito bancario;
- nei programmi regionali, possibilità di combinare il finanziamento con contributi pubblici sui costi di emissione;
- un’operazione di questo tipo può diventare un primo passo verso emissioni successive, o verso operazioni di equity più strutturate.
Limiti da valutare con attenzione:
- i costi di set-up e strutturazione si sommano a quelli della singola emissione di minibond, e per operazioni molto piccole possono renderla meno conveniente rispetto a un canale bancario tradizionale o a un finanziamento agevolato diretto;
- il processo richiede tempo, documentazione e in molti casi un rating esterno, elementi che una PMI non abituata ai mercati dei capitali deve mettere in conto;
- non è un canale accessibile de plano: la selezione delle imprese segue criteri predefiniti e non tutte le domande vengono accolte.
Come si inserisce nella strategia finanziaria di una PMI
Il basket bond non va pensato come alternativa secca al credito bancario o alle agevolazioni pubbliche, ma come un tassello aggiuntivo. Una PMI che ha già utilizzato strumenti come la Nuova Sabatini per gli investimenti in beni strumentali, o il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, può valutare il basket bond nel momento in cui l’obiettivo diventa strutturare un piano di crescita di medio-lungo periodo che richiede capitali superiori a quanto il canale bancario è disposto a mettere sul tavolo con un unico interlocutore.
Nei territori dove sono attivi programmi regionali, la combinazione tra basket bond e agevolazioni pubbliche può ridurre sensibilmente il costo effettivo dell’operazione: vale la pena verificare, prima di rivolgersi a una banca o a un advisor privato, se la propria Regione ha un programma attivo e quali sono i requisiti specifici richiesti.
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Consulente specializzato in agevolazioni ed incentivi per le aziende
Mi sono laureato in Economia Aziendale presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e sono da sempre appassionato di innovazione e tecnologia.
Mi dedico al supporto delle aziende che grazie all’innovazione vogliono crescere e svilupparsi.
Lo faccio con approccio multidisciplinare grazie ad gruppo di professionisti di specializzati nei singoli ambiti della finanza agevolata e della consulenza.
Sono autore di vari articoli specialistici e speaker in seminari e convegni di settore.
Ho scritto il libro “Come far crescere la tua azienda con agevolazioni ed incentivi”
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.
Questo articolo ha finalità informativa generale e non sostituisce una consulenza specifica. Per valutare se il basket bond è lo strumento adatto alla tua impresa, è consigliabile un confronto con un advisor specializzato in finanza agevolata e finanza alternativa.




