Con il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026, è stato approvato il bando-tipo previsto dall’articolo 6 del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025). Si tratta dello schema unico che tutte le amministrazioni pubbliche dovranno seguire per scrivere i bandi rivolti alle imprese, con 15 sezioni fisse (beneficiari, spese ammissibili, agevolazioni, procedura di accesso, controlli, revoche…) e un sistema di premialità che riconosce vantaggi concreti alle imprese con rating di legalità , certificazione di parità di genere o che valorizzano lavoro giovanile e femminile. Restano esclusi gli incentivi contributivi e quelli fiscali a erogazione automatica.

Cos’è il bando-tipo e da dove nasce
Il bando-tipo è il modello standard che le amministrazioni responsabili sono tenute a seguire quando attivano un incentivo rivolto alle imprese tramite bando o avviso pubblico. È stato approvato con il decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026, in attuazione dell’articolo 6 del Codice degli incentivi (decreto legislativo 27 novembre 2025, n. 184).
Il Codice, di cui abbiamo già parlato nel nostro approfondimento sul nuovo Codice degli incentivi, aveva già fissato i contenuti minimi che ogni bando deve avere. Il decreto di giugno traduce quei contenuti in uno schema operativo, con l’obiettivo dichiarato di uniformare requisiti, criteri di valutazione e rendicontazione delle agevolazioni pubbliche.
Le amministrazioni possono derogare al modello, ma solo per le parti non compatibili con le caratteristiche specifiche del singolo incentivo. Non è una facoltà generica di scostarsi dallo schema quando risulta scomodo.
Le 15 sezioni obbligatorie di ogni bando
L’Allegato I al decreto individua le partizioni che ogni bando dovrà contenere, ciascuna con un preciso riferimento agli articoli del Codice:
- Finalità e ambito di applicazione: base giuridica, destinatari, territorio, eventuale inquadramento come aiuto di Stato.
- Risorse disponibili: dotazione finanziaria, fonte, eventuali riserve.
- Gestione delle attività : quale ufficio o ente gestisce l’istruttoria.
- Soggetti beneficiari: forma giuridica, settore, codici ATECO, requisiti dimensionali.
- Operazioni agevolabili: tipologia di investimento o progetto ammissibile.
- Spese ammissibili: cosa rientra nel finanziamento e a quali condizioni.
- Agevolazioni concedibili e regime applicabile: forma (contributo, finanziamento agevolato, garanzia), importo, disciplina aiuti di Stato.
- Procedura di accesso: documentazione, canali di presentazione, criteri istruttori.
- Procedura di erogazione: modalità e tempistiche di pagamento.
- Variazioni: come si gestiscono modifiche al progetto dopo l’ammissione.
- Revoche: circostanze e conseguenze della revoca dell’agevolazione.
- Controlli: verifiche documentali e sopralluoghi.
- Monitoraggio e obblighi del beneficiario: rendicontazione e adempimenti successivi.
- Trattamento dei dati personali.
- Disposizioni finali.
Cosa cambia per le PMI: i criteri premiali
Il punto che più tocca da vicino le imprese riguarda gli elementi di premialità .
Il bando-tipo indica cinque fattori che le amministrazioni possono valorizzare, alternativamente, come riserva di risorse, come punteggio aggiuntivo in graduatoria o come incremento dell’importo massimo concedibile:
- il rating di legalità , rilasciato dall’AGCM (ne parliamo nel dettaglio nella nostra guida al rating di legalità );
- la certificazione della parità di genere secondo la prassi UNI/PDR 125 (approfondita nella nostra guida alle certificazioni aziendali);
- l’assunzione di persone con disabilità , aggiuntive rispetto agli obblighi di legge;
- la valorizzazione del lavoro giovanile e femminile;
- il sostegno alla natalità e alle esigenze di cura.
A questi si aggiunge una riserva specifica per le piccole e medie imprese, che le amministrazioni possono prevedere quando compatibile con le caratteristiche dell’incentivo, e un’eventuale riserva per le iniziative realizzate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Nella pratica, questo significa che un’impresa che ha già investito in rating di legalità o in certificazioni di parità di genere parte con un vantaggio strutturale in molti bandi futuri, non solo in quelli specificamente dedicati a questi temi.
Chi sta valutando se richiedere una di queste certificazioni ha, da questo decreto in poi, un argomento in più a favore.
A chi si applica (e chi resta escluso)
Il bando-tipo riguarda i bandi che prevedono un’attività istruttoria di carattere tecnico, economico e finanziario sul proponente o sull’iniziativa. Restano fuori dal perimetro:
- gli incentivi contributivi, che seguono la disciplina di settore;
- gli incentivi fiscali a erogazione automatica, salvo che prevedano comunque una valutazione tecnico-economica dei requisiti.
Per gli incentivi fiscali che invece richiedono un’istruttoria valutativa, il bando-tipo si applica, mentre modalità di fruizione, controllo e recupero restano regolate dalla disciplina fiscale specifica.
Le cause di esclusione dai bandi
Il bando-tipo richiama in modo sistematico le cause ostative previste dall’articolo 9 del Codice degli incentivi, che ogni bando dovrà applicare in modo omogeneo. Sono escluse dalle agevolazioni le imprese per cui ricorrano, tra le altre:
- cause ostative ai sensi della disciplina antimafia;
- sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 o altra sanzione che comporti il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione;
- condanne per reati che costituiscono motivo di esclusione secondo la normativa sui contratti pubblici;
- irregolarità contributive e previdenziali;
- delocalizzazione o cessazione dell’attività ai sensi dell’articolo 16 del Codice;
- violazione dell’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro i danni catastrofali, dove applicabile.
Vale la pena ricordarlo perché, con requisiti scritti allo stesso modo in ogni bando, anche i controlli documentali tendono a diventare più prevedibili: sapere in anticipo cosa verrà verificato aiuta a presentare una domanda corretta.
Cosa cambia nella procedura di accesso ed erogazione
Un altro punto rilevante riguarda i criteri di selezione. Il decreto chiede alle amministrazioni di strutturare le procedure in modo da ridurre il rischio che le risorse si esauriscano in un tempo brevissimo assegnate solo in base all’ordine cronologico di arrivo delle domande. Non elimina il criterio del click day, ma spinge verso sistemi di punteggio che tengano conto della qualità del progetto, con soglie minime, maggiorazioni e criteri di preferenza in caso di parità .
Per l’erogazione, il bando-tipo distingue in modo netto le regole per contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e garanzie, ciascuno con la propria disciplina su anticipazioni, stati di avanzamento lavori e documentazione richiesta. Anche le regole di revoca sono più chiare: in assenza di indicazioni diverse nel bando, la cessione dei beni finanziati prima di tre anni per le PMI (cinque per le grandi imprese) dal completamento dell’investimento comporta la revoca dell’agevolazione.
Chi sta valutando quale bando conviene di più, o vuole capire come i nuovi criteri premiali si applicano al proprio caso specifico, può confrontarsi con noi prima di presentare la domanda: verificare i requisiti su misura evita di scoprire un’esclusione a istruttoria già avviata.
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Consulente specializzato in agevolazioni ed incentivi per le aziende
Mi sono laureato in Economia Aziendale presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e sono da sempre appassionato di innovazione e tecnologia.
Mi dedico al supporto delle aziende che grazie all’innovazione vogliono crescere e svilupparsi.
Lo faccio con approccio multidisciplinare grazie ad gruppo di professionisti di specializzati nei singoli ambiti della finanza agevolata e della consulenza.
Sono autore di vari articoli specialistici e speaker in seminari e convegni di settore.
Ho scritto il libro “Come far crescere la tua azienda con agevolazioni ed incentivi”
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.


