Il costo dell’energia in azienda non si riduce in modo strutturale cambiando fornitore: la bolletta è composta da quattro macro-voci e l’offerta commerciale agisce solo sulla prima, mentre trasporto, oneri di sistema e imposte seguono la regolazione e sono identiche per qualunque contratto. La spesa cala in modo permanente solo riducendo il fabbisogno, cioè l’energia necessaria a fare lo stesso prodotto. A stabilire dove e in quale ordine intervenire è l’audit energetico, che misura i consumi e restituisce gli interventi possibili, ciascuno con risparmio stimato, investimento e tempo di rientro. Il PUN è passato da 52,35 €/MWh nel 2019 a 137,35 nei primi otto mesi del 2026, e sale da due anni.

- IL PREZZO DELL’ENERGIA NON È TORNATO DOV’ERA
- CAMBIARE FORNITORE AGISCE SU UNA PARTE MINORE DELLA BOLLETTA
- QUANTO PESA L’ENERGIA SUL TUO MARGINE
- RIDURRE IL FABBISOGNO È L’UNICO INTERVENTO STRUTTURALE
- COME SI CAPISCE DOVE INTERVENIRE: L’AUDIT ENERGETICO
- L’ORDINE GIUSTO: PRIMA L’ANALISI, POI TUTTO IL RESTO INSIEME
- PERCHÉ DIVENTI PIÙ COMPETITIVO QUANDO GLI ALTRI SOFFRONO
- DIAGNOSI OBBLIGATORIA, AUDIT COMPLETO E AUDIT FLASH: TRE LIVELLI DIVERSI
- COME POSSIAMO AIUTARTI
- DOMANDE FREQUENTI
- Risorse utili
IL PREZZO DELL’ENERGIA NON È TORNATO DOV’ERA

Media annua del PUN in €/MWh, 2019-2026. Fonte: GME. Il 2026 comprende i mesi da gennaio ad agosto.
Tre fasi, e la terza è quella che conta.
Nel 2019-2020 il PUN si muove sotto i 55 €/MWh, con la media più bassa nel 2020. Sono gli anni su cui sono stati costruiti i piani industriali oggi in corso.
Nel 2022 la media annua arriva a 303 €/MWh, circa otto volte il minimo del 2020, e ci arriva in due anni. Chi aveva costruito il conto economico sui valori precedenti si è trovato con una struttura di costi che non reggeva più, senza tempo per reagire.
Dal 2023 il prezzo rientra, ma non si ferma. Tocca il minimo post-crisi nel 2024 a 108 €/MWh, poi risale: 116 nel 2025, 137 nei primi otto mesi del 2026. Agosto 2026 chiude a 180 €/MWh, il mese più caro dal dicembre 2022.
Quest’ultima è la lettura che cambia le decisioni. La discesa dal picco è stata letta da molti come la fine dell’emergenza, ma il minimo è stato toccato nel 2024 e da allora il prezzo sale da due anni. Il 2026 vale 2,6 volte il 2019.
Sul gas la dinamica è più marcata: da dicembre 2025 a luglio 2026 il PSV è salito dell’84,8%, contro il 36,0% dell’elettrico nello stesso periodo.
I DATI COMPLETI: ANDAMENTO DEL PUN E DEL PSV, CON LE PREVISIONI >>
Da qui in avanti la domanda non è più quanto costa l’energia, ma quanto costa a te, e cosa puoi farci.
CAMBIARE FORNITORE AGISCE SU UNA PARTE MINORE DELLA BOLLETTA
ARERA divide la bolletta elettrica in quattro macro-voci: spesa per la materia energia, spesa per il trasporto e la gestione del contatore, spesa per oneri di sistema e imposte.
L’offerta che un venditore ti propone agisce sulla prima. Le altre tre seguono la regolazione e la legge, e sono le stesse qualunque contratto tu firmi.
Le accise meritano un discorso a parte, perché si comportano in modo controintuitivo. Sono un importo fisso per unità consumata, non una percentuale del prezzo. Non scendono quando il prezzo dell’energia scende, e non salgono quando sale: restano dove sono. Il che significa due cose. La prima è che una trattativa vinta sul prezzo lascia intatta quella parte del conto. La seconda è che più il prezzo dell’energia scende, più il peso relativo della componente fiscale cresce.
Dentro la voce negoziabile, poi, lo spazio è più stretto di quanto sembri: tutti i venditori si approvvigionano sullo stesso mercato all’ingrosso, quindi le offerte differiscono per struttura, indicizzazione e rischio più che per costo della materia prima.
Prendi l’ultima bolletta e guarda il peso delle quattro voci. È il dato più utile di questa pagina, perché dice esattamente quanta parte della spesa una gara fra fornitori può aggredire, e quanta no.
E il contratto giusto dipende da come consumi
C’è una seconda ragione per non cominciare dal fornitore, ed è meno evidente.
Non esiste un contratto migliore in assoluto. Esiste il contratto adatto a un profilo di consumo: quanto consumi, in quali ore, con che picchi, con quale prevedibilità. Fisso o indicizzato, fasce orarie, gestione dei picchi sono scelte che hanno senso solo rispetto a quel profilo.
E il profilo di consumo cambia quando intervieni sull’efficienza. Se installi un impianto fotovoltaico, se sposti lavorazioni nelle ore di autoproduzione, se sostituisci una macchina che assorbe molto in avviamento, il tuo profilo dopo l’intervento non è quello di prima.
Firmare oggi un contratto pluriennale calibrato sul profilo attuale significa vincolarsi a un assetto che stai per cambiare. L’ordine corretto è prima capire come consumerai, poi contrattare. La gara fra fornitori è l’ultimo passaggio, non il primo, e fatta dopo rende di più perché la fai su un profilo che conosci.
QUANTO PESA L’ENERGIA SUL TUO MARGINE
Prima di qualunque intervento tecnico c’è un conto che si fa sui numeri aziendali, e che quasi mai viene fatto: l’incidenza del costo energetico sul margine, e cosa succede a quel margine se il costo raddoppia.
Guardando il grafico qui sopra, il raddoppio non è un’ipotesi di scuola. È successo in due anni, e il livello raggiunto dopo la discesa non è tornato indietro: è risalito.
È un’analisi di sensitività, non una previsione. Si prende l’ultimo bilancio, si isola la spesa energetica, si rapporta al margine operativo e si rifà il conto a prezzi doppi.
Il risultato divide le aziende in due gruppi.
- Per una parte l’energia è una voce di costo fra le altre: uno shock la peggiora senza metterla in discussione, e non c’è ragione industriale per investire in efficienza.
- Per un’altra parte l’energia è il processo, e uno shock si mangia il margine per intero.
Nessuno dei due gruppi lo sa in anticipo. Lo si scopre facendo il conto, e il conto costa mezza giornata di lavoro sul bilancio.
RIDURRE IL FABBISOGNO È L’UNICO INTERVENTO STRUTTURALE
Se il tuo conto dice che l’energia pesa, la domanda diventa dove intervenire. Nella pratica gli interventi si raggruppano in quattro famiglie, e l’ordine in cui affrontarle conta quanto la scelta.
Sostituire i macchinari a bassa efficienza. Un impianto vecchio consuma più a parità di prodotto, e la differenza si paga ogni ora di funzionamento. È la leva più evidente e anche la più costosa, quindi è quella su cui un errore di priorità pesa di più.
Ottimizzare la produzione. Come sono schedulate le lavorazioni, quanti avviamenti a freddo si fanno, quante ore le macchine restano accese a vuoto, come si distribuiscono i carichi nella giornata. Qui il risparmio spesso non richiede investimento, solo organizzazione.
Chiudere gli sprechi. È la parte che nei report esce sempre e in azienda non si vede mai, perché lo spreco energetico non fa rumore. L’aria compressa è il caso tipico: una rete con perdite diffuse continua a funzionare normalmente mentre il compressore lavora per compensare, e nessun indicatore di processo segnala il problema. Lo stesso vale per isolamenti, recuperi termici mancanti, regolazioni tarate una volta e mai riviste.
Produrre energia in azienda. Fotovoltaico su coperture e pensiline, cogenerazione dove c’è un fabbisogno termico continuo, altre rinnovabili secondo il sito. La convenienza dipende quasi interamente da quanta energia autoprodotta riesci a consumare, non da quanta ne produci.
Quest’ultima è la leva su cui si sbaglia più spesso, e l’errore ha un nome preciso: dimensionare l’impianto sul consumo attuale invece che su quello corretto. Se il processo spreca, l’impianto viene calcolato sullo spreco, e l’inefficienza la paghi due volte, in bolletta e in conto capitale.
COME SI CAPISCE DOVE INTERVENIRE: L’AUDIT ENERGETICO
L’audit energetico è l’analisi sistematica di come l’energia entra, si trasforma e si consuma in azienda. Non è una lettura di bollette: è una misura sul campo, per reparto, per linea, per utenza.
Quello che produce è un documento che elenca gli interventi possibili, ciascuno con il risparmio stimato, l’investimento necessario e il tempo di rientro. Risponde a una domanda sola: in che ordine conviene investire.
Chi lo esegue è una figura tecnica qualificata: un esperto in gestione dell’energia (EGE).
Un’analisi di questo tipo ha un costo e un tempo, e non ha senso avviarla prima di sapere se in quell’azienda c’è qualcosa da recuperare. Il primo passaggio quindi non è l’audit completo, ma una lettura più rapida che dice se vale la pena farlo e su quali aree guardare.
L’ORDINE GIUSTO: PRIMA L’ANALISI, POI TUTTO IL RESTO INSIEME

Lo schema si vede meglio sul fotovoltaico, dove l’errore è più frequente, ma la logica vale per qualunque investimento legato all’energia.
La sequenza sbagliata comincia dalla fornitura. Si firma l’impianto, poi si cerca il finanziamento, poi si cercano gli incentivi. Ogni passaggio eredita i vincoli di quello precedente, e all’ultimo non resta margine.
Il danno più grave sta proprio in fondo. La maggior parte delle agevolazioni richiede che l’investimento sia avviato dopo la presentazione della domanda, e per avvio si intende il primo impegno giuridicamente vincolante: un ordine firmato è già un avvio. Chi arriva alla ricerca degli incentivi con il contratto di fornitura già firmato non arriva tardi, arriva quando la porta è chiusa.
La sequenza corretta ha un solo passaggio davvero sequenziale: l’analisi energetica viene prima, perché stabilisce il fabbisogno reale e mette gli interventi in ordine di convenienza. Senza quella, tutto il resto si dimensiona su un dato sbagliato.
Gli altri tre passaggi non sono in fila, lavorano insieme e si condizionano a vicenda:
- l’analisi degli incentivi determina quali spese sono ammissibili, con quali massimali e con quali vincoli temporali, e quindi condiziona come si progetta
- la progettazione dell’intervento definisce le soluzioni tecniche, che devono rientrare nel perimetro ammissibile, e stabilisce cosa si chiede al fornitore
- la fornitura produce le quotazioni reali, che rientrano nel calcolo dell’agevolazione e possono far rivedere il progetto
Un preventivo che arriva più caro del previsto cambia il piano finanziario e a volte l’intervento. Un massimale di spesa scoperto in corsa cambia il dimensionamento. Se i tre passaggi sono in fila, ogni scoperta obbliga a tornare indietro. Se dialogano, la revisione avviene prima che qualcosa sia firmato.
Fatta la diagnosi, le misure su cui ragionare sono principalmente queste:
- Conto Termico 3.0, per gli interventi di efficienza e le rinnovabili termiche
- iperammortamento, sugli impianti fotovoltaici e sui beni strumentali nuovi
- SIMEST Transizione Ecologica per le aziende che esportano o che sono nella filiera dell’export
- misure per le imprese a forte consumo di energia, per chi rientra nei parametri
- i bandi regionali su efficienza e autoproduzione, che aprono e chiudono durante l’anno
E come detto sopra, la rinegoziazione del contratto di fornitura viene dopo, quando il profilo di consumo che avrai è noto.
PERCHÉ DIVENTI PIÙ COMPETITIVO QUANDO GLI ALTRI SOFFRONO
Un investimento in efficienza non produce un risparmio una volta. Abbassa in modo permanente la quantità di energia che serve per fare lo stesso prodotto.
La conseguenza si vede nei momenti in cui il prezzo sale. Il costo aggiuntivo che sopporti è proporzionalmente minore di quello dei concorrenti che consumano di più per la stessa unità prodotta. Nel mezzo di uno shock puoi tenere i prezzi mentre gli altri li alzano o rinunciano a marginalità, ed è lì che si guadagna quota.
Il grafico in apertura dice che gli shock non sono eventi isolati e che il livello di prezzo non torna indietro. L’efficienza è il modo di renderli meno rilevanti per la tua azienda, indipendentemente da quando arriva il prossimo.
DIAGNOSI OBBLIGATORIA, AUDIT COMPLETO E AUDIT FLASH: TRE LIVELLI DIVERSI
Audit energetico e diagnosi energetica indicano lo stesso strumento. La norma tecnica di riferimento, la UNI CEI EN 16247, si intitola Diagnosi energetiche in italiano ed Energy audits nella versione europea: sono due nomi per la stessa procedura. Quello che cambia non è il nome, sono due altre cose: se l’analisi è dovuta per legge o è una scelta, e quanto va in profondità.
Diagnosi energetica obbligatoria. Adempimento di legge per le grandi imprese e per le imprese a forte consumo di energia. Requisiti sul soggetto che la redige, periodicità definita, sanzioni per l’inadempimento. Il perimetro non lo sceglie l’impresa, lo stabilisce la norma.
Audit energetico completo volontario. Stesso contenuto tecnico e stessa profondità di misura della diagnosi obbligatoria, ma fatto per scelta. Ha senso quando la decisione di investire è già presa nella sostanza e serve il dettaglio per dimensionarla.
Audit Energetico Flash. Non sostituisce nessuno dei due precedenti e non vale come adempimento. Serve prima, per decidere se e dove approfondire.
Se rientri fra i soggetti obbligati, scadenze, periodicità e sanzioni sono qui:
COME POSSIAMO AIUTARTI
L’Audit Energetico Flash. Restituisce due risposte: se l’energia pesa abbastanza da giustificare un investimento, e su quali aree conviene approfondire.
Le agevolazioni sul piano che ne esce. Quali misure coprono quegli interventi, in che ordine presentare le domande, quali vincoli condizionano il momento in cui firmare gli ordini.
Se il Flash dice che c’è margine, il passaggio successivo è l’audit completo sulle aree individuate.
DOMANDE FREQUENTI
Risorse utili
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Consulente specializzato in agevolazioni ed incentivi per le aziende
Mi sono laureato in Economia Aziendale presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e sono da sempre appassionato di innovazione e tecnologia.
Mi dedico al supporto delle aziende che grazie all’innovazione vogliono crescere e svilupparsi.
Lo faccio con approccio multidisciplinare grazie ad gruppo di professionisti di specializzati nei singoli ambiti della finanza agevolata e della consulenza.
Sono autore di vari articoli specialistici e speaker in seminari e convegni di settore.
Ho scritto il libro “Come far crescere la tua azienda con agevolazioni ed incentivi”
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.
Contenuto a carattere informativo generale. Per gli adempimenti e i requisiti di ciascuna misura occorre fare riferimento alla normativa e agli avvisi ufficiali.
Grafici e tabella delle previsioni aggiornati alla data indicata in ciascuna didascalia.
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