finanziamenti-europei1) Ci sono veramente questi fondi europei?

Lo stanziamento solo per i fondi diretti europei e di oltre 10 miliardi di euro all’anno!
(tanto per capirci sono le dimensioni di una manovra finanziaria ora chiamata legge di stabilità)

Oltre ai fondi diretti ci sono poi i fondi destinati ad essere distribuiti dalle autorità nazionali (principalmente Ministeri e Regioni) in regime di compartecipazione (che significa che parte delle risorse le mette l’Europa e parte delle risorse le mette il ministero o la Regione).

Considerando che statisticamente l’Italia lascia in Europa circa il 40% dei fondi credo che non ci si possa assolutamente lamentare della quantità di fondi disponibili! Anzi, per la verità è l’Europa che si lamenta per la scarsa capacità dell’Italia nel utilizzare questi fondi.

Occorre ricordare che Germania e Francia utilizzano quasi il 100% dei fondi a disposizione e non si può dire di certo che noi ne abbiamo meno bisogno di loro!

2) Ma alla fine te li danno questi soldi?

Questo è una delle principali domande che mi fanno gli imprenditori! Ma è come chiedere ma lo stato mi restituirà i soldi che ho investito in BOT o CCT? O ancora meglio e come chiedersi se la banca ti ridarà i soldi che hai depositato sul tuo conto corrente!

Porsi queste domande significa mettere in dubbio le basi fondamentali di funzionamento dello stato e dell’Europa.

E se dello Stato Italiano qualche dubbio può anche esserci (ma a quel punto il problema diventa molto più grosso) porsi la domanda se l’Europa rispetterà o meno i propri impegni non ha proprio senso…e meglio a questo punto ritirarsi in un eremo a preoccuparsi del “cupo domani”!

Naturalmente la realtà è ben diversa e soprattutto per quanto riguarda i fondi diretti europei vengono ben rispettate tutte le scadenze di pagamento (a meno che non si siano fatti pasticci all’italiana!!!)

3) Come si fa a partecipare e a farsi assegnare questi fondi.

Queste sono le fasi da seguire per ottenere le agevolazioni e i fondi:

Ricerca e monitoraggio dei bandi 
In primo luogo occorre organizzare un servizio di monitoraggio. Occorre cioè analizzare tutti i bandi che escono (o sono usciti) e valutare l’interesse che abbiamo negli stessi (attualmente sono attive circa 600 leggi agevolative).

Raccolta delle informazioni
Occorre a questo punto raccogliere tutte le informazioni e la documentazione necessaria.
E’ opportuno evidenziare a questo proposito che mentre i bandi europei (chiamate anche “call”) sono molto estesi (fino a 200 pagine) e complessi, i bandi italiani tipicamente sono molto più sintetici (una ventina di pagine), spesso sono divisi in più documenti “sparpagliati” qua e la,  e puntualmente sugli stessi escono successive circolari interpretative.
Risulta pertanto incredibilmente più complicato monitorare i bandi nazionali e regionali piuttosto che quelli europei!
E’ importante avere un servizio di monitoraggio molto efficiente (non può essere una attività casuale da fare quando capita o si ha tempo) poiché spesso le tempistiche di pubblicazione, apertura e chiusura dei bandi sono abbastanza strette e si rischia di non riuscire a presentare la domanda (da una ricerca è emerso che questa è una delle principali motivazioni perché l’imprenditoria italiana utilizza così male le risorse messe a disposizione).

Deve anche essere un servizio molto approfondito! E’ inutile infatti riferirsi solamente ai bandi più famosi e pubblicizzati dai mezzi di informazione.
A tali bandi infatti partecipano tutti e spesso le risorse non sono compatibili con i partecipanti e si finisce per adottare sistemi come il click-day che lasciano la maggior parte dei partecipanti insoddisfatti (per non dire incazzati).

Presentazione della domanda
Anche in questo caso, mentre per quanto riguarda i bandi europei abbiamo a che fare con meccanismi molto complicati ma ben stabiliti, spesso risulta meno agevole e più facile l’errore nei bandi italiani che appaiono più semplici ma lasciano spesso delle zone grigie di interpretazione e consuetudine che si superano solamente con l’esperienza.

Effettuare l’investimento
Una volta avuta conferma dell’aggiudicazione (raramente escono bandi che consentono la retroattività per quanto riguarda il recupero delle spese effettuate) occorre procedere all’investimento secondo le modalità e le tempistiche che solitamente vengono indicate nel bando.

Rendicontazione
Una volta effettuate le spese occorre dimostrarle e documentarle.
Anche questa una fase spesso sottovalutata. Occorre infatti dimostrare accuratamente che quanto ci si era proposti di fare è stato correttamente eseguito.
L’Italia infatti è guardata con un occhio di particolare attenzione visti i trascorsi non certo felici per quanto riguarda il corretto utilizzo dei fondi.

Ricevimento dei fondi
Finalmente a questo punto si ricevono i fondi.
Come si intuisce dal fatto che questa è l’ultima fase, in genere i fondi vengono erogati una volta che si sono effettivamente spesi i soldi per l’investimento.
Raramente esistono bandi che danno anticipi.
Occorre quindi organizzare l’operazione tenendo conto di questo sfasamento temporale. Se non ci sono risorse proprie disponibili occorre utilizzare i comuni strumenti finanziari a disposizione.

In alcuni casi i bandi intervengono anche sul facilitare questa cosa.

Come avete visto il processo non è semplicissimo e ci sono diverse criticità lungo il percorso.

Non c’è nessun obbligo di farsi assistere da professionisti per richiedere e partecipare ai bandi certo però che i risultati sono nettamente differenti.

Se vuoi avere un parere gratuito sull’investimento che vuoi fare compila subito il modulo qui sotto!

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