Dopo aver illustrato cosa sono i Certificati Bianchi e importante capire qual’è il meccanismo che sta alle spalle a questo tipo di incentivo.

E’ infatti importante ribadire che si tratta di un incentivo all’utilizzo di tecnologie o sistemi che consentano un più efficiente utilizzo dell’energia primaria.

Meccanismo Certificati Bianchi

 

Come si capisce chiaramente dallo schema, la figura centrale di questo meccanismo è il SSE (Società di Servizi Energetici – Vendor) la quale si occupa di interfacciare il mercato con gli enti preposti al riconoscimento dei TEE.

Un ruolo altrettanto fondamentale lo può assumere l’applicatore (installatore, progettista) che si preoccupa di proporre gli interventi di efficienza energetica ai propri clienti.

Nel meccanismo descritto in figura infatti l’installatore/impiantista può frapporsi con l’utilizzatore finale e sfruttare in tutto o in parte l’incentivo che deriva dai Certificati Bianchi. Sarà una scelta esclusivamente commerciale che definirà quanto puntare su l’incentivo piuttosto che riuscire a proporre al cliente un prezzo inferiore dell’intervento.

Ricapitolando il funzionamento dei TEE – Titoli di Efficienza Energetica avremo:

  1. Proposta al cliente di un intervento di Efficienza Energetica e rilevazione dei dati
  2. Richiesta dei TEE attraverso di uno specifico progetto al GSE
  3. Riconoscimento presso il GME dei TEE e negoziazione nella Borsa dei TEE
  4. Riconoscimento da parte del SSE (Vendor) al cliente o all’applicatore dell’incentivo in denaro

Un meccanisco a prima vista complesso ma che nella sostanza consente di ricavare importanti cifre di danaro volte a premiare gli interventi di efficienza energetica altrimenti non incenticati (Led, Motori ad Alta Efficienza..)

 

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